tagli e licenziamenti, le armi del capitale con l’alibi della crisi

TAGLI E LICENZIAMENTI

LE ARMI CON L’ALIBI DELLA CRISI

Il fantasma della crisi economica ci perseguita da ormai quasi cinque anni, riempiendo ogni prima pagina di quotidiano, edizione di telegiornale, discussione.
Quali che siano le scuse e gli infiniti dibattiti utilizzati, la “Crisi”, che a parole spaventa tanto banche e governi, è tale solo per certe fasce della popolazione.
Oramai infatti è difficile trovare anche solo una famiglia che non conti almeno una persona disoccupata, a rischio licenziamento o sottoposta a lavori precari e malpagati, e anche le categorie un tempo più al sicuro (statali, etc) sono sempre più a rischio. Tutto questo mentre per le piccole élite politiche ed economiche non solo non scompaiono nemmeno i privilegi più vergognosi e pacchiani, ma anzi nascono nuove possibilità di guadagno sulla pelle delle persone.

Un esempio è quello dell’ultima legge del governo Monti, la Spending Review (la revisione delle spese dello stato):

  • Aumento delle tasse regionali, che si andranno a sommare a quelle nazionali e comunali (IMU, Irpef…), aumento del costo dei medicinali e delle tasse universitarie.
  • Ulteriori licenziamenti nel settore Pubblico.
  • Nessun taglio ai privilegi degli ufficiali di polizia e carabinieri, ne a quelli dei politici di ogni ordine e grado (stipendi, pensioni, auto blu..) o della Chiesa Cattolica.
  • Ulteriori finanziamenti alla Agenzia delle Entrate (strozzinaggio di Stato) e alle missioni di guerra all’estero.
  • Ulteriori precarizzazione del mondo del lavoro, in particolare nella Sanità, e sanatorie-truffa contro i lavoratori migranti.

In particolare l’aumento delle tasse universitarie (MINIMO 250 euro per tutti i fuoricorso) rappresenta la prima fase di un intervento sulla scuola che sarà la prosecuzione e la massima espressione della riforma Gelmini. Del resto questo governo ha già detto apertamente che finanzierà le scuole private lasciando briciole a quelle pubbliche, con concorsi-farsa e finanziamenti microscopici.

Questa concezione classista della scuola privata di qualità per i ricchi ed una pubblica e pessima per tutti gli altri viene portata avanti con l’idea di aumentare e riprodurre le divisioni nella società, il divario tra ricchi e poveri è aumentato enormemente negli ultimi anni, con l’appoggio esplicito o meno di tutti i partiti ed i grandi sindacati.
Sappiamo da tempo che lo Stato è il guardiano di queste ingiustizie, ma il diritto ad un’istruzione di qualità per tutti e alla libertà nelle scuole è una conquista che non possiamo perdere ma ampliare e rafforzare con l’azione diretta e senza deleghe.


Per una società autogestita, organizzati e lotta!

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